Elenco blog personale

mercoledì 17 ottobre 2018

An Unlikely Diary - Appunti Musicali

                                                 NEW ORDER - TRUE FAITH (1987)

Dovessi scegliere una sola band a rappresentare quello che fu l'electro pop degli anni '80 sceglierei loro , così come sceglierei loro per rappresentare degli ipotetici precursori dei '90. La verità è che i New Order sono insieme indie rock e musica dance elettronica ben prima che questo genere di accoppiamenti diventasse la norma, ma tutto ciò in fondo non è nemmeno così importante: ad importare è il fatto che hanno inciso canzoni splendide, all'esatto confine tra l'abisso della malinconia ed un'inesausta gioia di vivere - tra il peso di un passato glorioso e - per dirla col poeta - 'il futuro che arriva a darci fiato'. Da quando ho sentito questa canzone li ho amati incondizionatamente.

                                           NEIL YOUNG - LIKE A HURRICANE (1977)

Neil Young è disordinato - non è mai stato veramente giovane non sarà mai vecchio - gli assoli di chitarra sono sporchi e impolverati (e quando ci sono anche i Crazy Horse anche di più). A volte arriva come un amico su una macchina vecchia e scassona e ti fa presente che è ora di andare. Prima di partire magari dovremmo fermarci da quel vecchio guru che vive in una baracca ai lati della strada: sa tutto della vita ma se gli chiedi qualcosa spara solo cazzate, così, tanto per divertirsi.

                      VERDENA - SCEGLI ME (UN MONDO CHE TU NON VUOI) (2011)

Non starò a dire che i Verdena ne hanno di strada da quando il mercato discografico tentava di spacciarli come la risposta italiana ai Nirvana (ma Cobain era morto da un bel po' e comunque non è che centrassero molto) - non lo dirò perché - a dir la verità - a me non dispiacevano neanche allora. Nel tempo e senza particolari clamori hanno attraversato influenze stoner fino a giungere al soffuso psych pop che caratterizza gli ultimi lavori (e non parlerò di possibili influenze perché potrebbero essere troppe: dai Mercury Rev ai MGMT ai Beach House e vagonate di altri). Questo pezzo a me continua a sembrare praticamente perfetto - l'ideale colonna sonora dell'ennesima estate che finisce.

                             RICCARDO SINIGALLIA - PRIMA DI ANDARE VIA (2014)

Potrebbe essere l'unica canzone presentata a Sanremo nel mio mega listone (non sono sicuro però - dopotutto è un work in progress). Sinigallia è stato - anche come autore e produttore - una sorta di eminenza grigia dietro il cosiddetto pop romano degli ultimi 15 anni - incorporando sonorità talvolta decisamente indie e andando a sfrucugliare anche in ambiti rap ed elettronici. I suoi lavori in proprio sono spesso molto belli ma non sempre riescono ad inforcare il brano che riesce a sfondare la parete del 'singolone radiofonico'. Qui la cosa gli riesce alla perfezione con un pezzo intriso di una dolcezza per nulla melensa o banale, affresco perfetto di sensazioni estratte dal quotidiano vivere dei nostri tempi - la descrizione di un attimo, in altri termini.

                                                JOY DIVISION - 24 HOURS (1980)

Uno dei giri di basso più memorabili che si possano concepire e poi il delirio della quotidianità, del ripetersi dei gesti quotidiani, proprio mentre i ricordi si agitano nella tua testa, quasi a diventare dei mostri che vogliono trascinarti con se  - non sai dove ma non è certo un bel posto [forse nello spazio - dove nessuno può sentirti urlare : Alien usciva proprio nel 1980 e sono le solite casualità per nulla casuali). Lo spleen dell'adolescenza che svanisce  - quasi un urlo rabbioso che però nessuno pare sentire. I Joy Division sono stati una band immensa.

A cloud hangs over me, marks every move,
Deep in the memory, of what once was love.

martedì 16 ottobre 2018

Pages of Bettie

Torniamo a dedicarci (e lo faremo ancora per molto tempo) all'indimenticata Bettie Page. Riempiamoci gli occhi per affrontare le tristezze autunnali e le flatulente feste di fine anno. Proprio quest'oggi ho visto le prime decorazioni natalizie e - nel dubbio - mi sono toccato le palle.






martedì 25 settembre 2018

An Unlikely Diary - Appunti Musicali

                                                         HUSKER DU - DIANE (1983)

Metal Circus è stato (in maniera fortuita ma anche fortunata) il mio primo approccio agli Husker Du. Un ep di 7 pezzi semplicemente uno più bello dell'altro. Intendiamoci, adoro la scrittura emotiva, emozionale e nervosa di Bob Mould eppure alla fine tendo a preferirgli i pezzi scritti dal compianto Grant Hart. Tra tutti , questa Diane è quella che ha catturato subito la mia attenzione. In apparenza sembra parlare di un amore disperato (almeno se non fai troppo caso al testo) e poi invece ascolti bene e comprendi che parla di stupro e omicidio (e di abruttimento estremo) - eppure rimane - in quest'abiezione - qualcosa sullo sfondo,  che non saprei dire se non romantico. Un gioiello noir come ce ne sono pochi.

                                    ROLLING STONES - SWEET BLACK ANGEL (1972)

Questo pezzo non è certo tra i più noti degli Stones pur facendo parte di uno dei loro album più di successo: quell' Exile On Main Street con cui la band dei sempiterni Jagger e Richards inizia a saldare i suoi debiti e lo fa con generosità estrema, quasi senza che nessuno l'abbia loro chiesto. Nelle note opulente eppure vitalissime di quell'album, di quei panni risciacquati nel Mississippi  e stesi ad asciugare a New Orleans emerge questa breve e dolcissima perla - canzone tanto semplice quanto perfetta che ti fa sentire - almeno per un attimo - un po' migliore.

                                                 BEATLES - A DAY IN THE LIFE (1967)

I Beatles con uno dei loro pezzi più famosi e più belli (anche se non il mio prediletto - che incontreremo poi). A noi ,che al 'formato album' siamo tanto abituati da apparirci anche desueto, forse l'ascolto di Sgt Pepper non fa la dovuta impressione ma - a meno di non avere le orecchie occluse dalle feci - la grandezza dei vari pezzi che ivi si succedono non può certo sfuggire e 'A Day in The Life' ne è la giusta e degna chiusura - il perfetto equilibrio tra grandeur melodica e tensione sperimentale: roba che non lesina brividi tutt'oggi.

                                               APHEX TWIN - DIDJERIDOO (1992)

Richard D.James ha marchiato a fuoco praticamente tutti gli anni '90. Era considerato un genio (addirittura il nuovo Mozart: essenzialmente perché alcuni dei pezzi che pubblicava li aveva realizzati in giovanissima età) e su questo ci marciava anche, con quell'attitudine sardonica e intrisa anche di humor nero che lo ha sempre contraddistinto. Al di la di ogni possibile equivoco (compresa l'etichetta di IDM: definizione orribile per musica spesso notevole) rimangono una serie di album (e di ep, di remix, di raccolte sotto nomi svariati) ancor oggi in grado di stupire e di emozionare offrendo una musica molto più emotiva di quanto vari ascoltatori dell'epoca (anche tra gli estimatori) non volessero ammettere. Questo pezzo è in pratica la sua prima cosa di una qualche fama e contiene in nuce alcuni dei suoi caratteri principali tra cui una spinta alla luminosità  ambient ma anche alla violenza techno qui felicemente a braccetto - e poi la divulgazione del didjeridoo (bellissimo strumento che all'epoca non era poi così noto).

                                            MARVIN GAYE - LET'S GET IT ON (1973)

Dopo la necessaria parentesi di riflessione (che per inciso è anche un capolavoro imprescindibile) di 'What's goin'on' probabile che alla Motown temessero che la gente si occupasse solo di politica e non scopasse più. Toccava a Marvin il compito di indurre nuovamente interi popoli a copulare col dovuto ardore. I tempi però erano cambiati e questo non poteva essere ignorato. L'epoca dei duetti romantici con l'amica Tammie Tarrell e con tante altre era definitivamente tramontata e l'unione dei corpi non era più la proiezione di un vagheggiato dolce domani quanto la semplice e agognata parentesi di una vita sin troppo dura. Un lavoro compositivamente eccellente che ti lascia col desiderio di prolungare il godimento il più a lungo possibile.

Pages of Bettie

Ma vi siete accorti che l'estate sta finendo? Beh in realtà è già finita (un anno se ne va/ sto diventando grande/lo sai che non mi va - mai parole furon più oneste) - come ogni anno vorresti trattenerla , prolungarne qualche aspetto, conservare qualche abitudine  - come ogni anno non accadrà. Ma l'estate è - dopotutto - uno stato della mente - come la giovinezza. Come le foto di Bettie Page, risalenti agli anni '50 - eppure roba per giovani, roba per l'estate (infinita).





giovedì 20 settembre 2018

Pages of Bettie

Ho ancora tante foto quindi sento il bisogno di insistere - per post un po' più strutturati dirò che ho tante idee ma sono anche parecchio pigro.